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Platini: cartellino giallo a Israele

Michel Platini, président de l'UEFAMichel Platini, président de l'UEFA
Maël Guesdon, Array
Articles | Publié le 07.10.2010 La UEFA ha appena sanzionato Israele per violazione dei regolamenti internazionali. Secondo il nostro corrispondente dell'«Alleanza Francofona» si tratta di una minaccia sportiva che sopperisce alla timidezza della comunità internazionale a livello politico.

Nella recente attualità internazionale mediorientale, dominata dall'attività dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dai tentativi ancora timidi e inconstistenti di rilanciare le trattative israelo-palestinesi, alcuni avvenimenti sono passati inosservati. Nonostante ciò, Questo è però molto interessante e rappresenta un segnale forte contro le pratiche illecite dell'amministrazione israeliana in ambito internazionale.

 

Michel Platini, il presidente della Unione Europea delle Associazioni di Calcio (UEFA)1, ha Infatti appena dichiarato che l'atteggiamento di Israele nei confronti dello sport palestinese lo starebbe spingendo a riconsiderare questo paese come membro della UEFA. Si tratta dunque di rimettere in discussione la presenza di Israele nell'organizzazione del calcio e nei campionati europei.

 

Michel Platini, particolarmente arrabbiato a causa dei provvedimenti israeliani nei confronti dello sport palestinese - che costituiscono una violazione dei regolamenti internazionali vigenti -, ha recentemente incontrato alla sede della UEFA a Nyon (Svizzera) il presidente della Federazione palestinese di calcio, Jibril Rajoub. Rajoub e Platin hanno discusso di vari argomenti durante l'incontro, tra cui lo sport palestinese e i provvedimenti israeliani contro lo sviluppo dello stesso, nonché il consolidamento delle infrastrutture sportive palestinesi in Palestina.

 

Cartellino giallo

 

A rigor di logica, sono state le pratiche israeliane che mirano ad isolare i giocatori e gli sportivi palestinesi ad aver suscitato le violente dichiarazioni di Platini a proposito di questa situazione. Si tratta di restrizioni applicate all'interno e all'esterno del territori palestin e del divieto d'ingresso che riguarda le attrezzature sportive nei territori palestinesi occupati. Così, durante l'ultima partita amichevole della squadra nazionale di calcio palestinese, in Mauritania, Israele ha impedito a 6 calciatori titolari di raggiungere Nouakchott. A quest'ennesimo episodio è valsa una denuncia presso la Fifa e la Federazione Palestinese che accusa Israele di prendere in ostaggio lo sport palestinese. Un altro esempio: ne luglio del 2009 Israele aveva bloccato l'ingresso di sussidi destinati allo sport in Palestina, concessi dalle le organizzazioni calcistiche europee. Al giorno d'oggi, questi sussidi restano bloccati a livello degli sport israeliani.

 

Data la situazione, Michel Platini ha minacciato di fare tutto il possibile per mettere la parola fine alla sofferenza dei giocatori palestinesi, specie i calciatori. Quest'autunno difenderà quindi questa causa, durante la prossima riunione dell'ufficio esecutivo di cui è membro Israele. La fermezza del messaggio di Platini contrasta con l'atteggiamento spesso lassista della comunità internazionale nei confronti di Israele nel momento in cui le autorità palestiniesi si ostinano a rifiutare la pace allo scopo di proseguire la colonizzazione.

 

Sarà necessario ricordare che non tanto tempo fa, Israele aveva dovuto abbandonare la confederazione asiatica ed era stato poi accettato nelle organizzazioni calcistiche europee ? Da allora, i club israeliani partecipano ai campionati europei e la squadra nazionale israeliana sta difendendo la propria qualificazione per il Campionato Europeo delle Nazioni e la Coppa del mondo in seno a questa zona, benché non ne faccia parte geograficamente.

 

Minacce di poteri

 

Perché vanno prese sul serio le minacce di Platini? Contrariamente all'ONU, svantaggiata da un'Assemblea generale che moltiplica le risoluzioni che non possiedono nessun potere vincolante e da un Consiglio di sicurezza bloccato dal veto degli Stati Uniti, la UEFA, più di altre organizzazioni internazionali, può prendere vere decisioni che avranno il loro effetto. Per quanto sorprendente possa sembrare, Platini e la UEFA hanno più potere di molti leader politici. Certi paesi ne hanno già subito le conseguenze, come fu il caso per la Iugoslavia nel periodo della guerra dei Balcani.

 

Platini andrà sino in fondo alla propria logica dichiarativa? Si può scommettere che lo farà senza dubbio se Israele non riconsidererà le sue pratiche restrittive nei confronti degli sportivi palestinesi. In questo caso, e se Platini esegue con le proprie minacce, le conseguenze sarebbero gravi per Israele, vista l'importanza mediatica e l'impatto del calcio sulla società. Israele si troverebbe dunque davanti a club e squadre privati di competizioni internazionali.

 

Per questi motivi, si può pensare che per una volta Israele prenda sul serio le minacce di un'istanza internazionale e riconsideri probabilmente la propria politica restrittiva degli spostamenti degli sportivi palestinesi e del rifornimento di attrezzature sportive alla Palestina. In ogni caso, ci si augurerebbe tanto da parte delle iniziative internazionali nei confronti di Israele per rilanciare la Pace e permettere la creazione di uno stato palestinese.

 

1 UEFA : Union of European Football Associations (N.d.T.)

Anas Abderrahim, Paris France