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Il Futuro era meglio in passato

Il Futuro era meglio in passato
Articles | Publié le 15.12.2008 Lo Stato è un'azienda. Questo fin dall'inizio è stato il dogma della politica Berlusconiana. In tempo di crisi, si sa la prima azione di ogni buona azienda è quella di tagliare i costi per rimettere in pareggio il bilancio. È la prima legge dell'economia, la più semplice da applicare e da capire: si riducono i costi per aumentare i ricavi. Perciò se lo Stato è un'azienda non c'è nulla da eccepire sulla manovra nei confronti della scuola e università italiana. Tagli alla spesa uguale guadagno finale. Ma l'istruzione può essere vista solo in termini puramente economici? È questo l'equivoco di fondo su cui il Governo con la legge Gelmini (nuovo ministro dell'istruzione) gioca.

La nuova istruzione

 

Cominciamo con il dire che la scuola e in particolare l'Università va riformata. Non è solo demagogia sostenere che esistono sprechi e storture nella scuola pubblica. Molti atenei universitari sono in mano a vere e proprie famiglie che mandano avanti le facoltà con una logica di nepotismo e clientelismo fastidioso e dannoso per l'intero sistema nazionale, e a questo problema se ne possono aggiungere molti altri, che vanno a influire negativamente come: il sistema dei concorsi, i corsi fantasma e in generale i molti sprechi. 

 

Una riforma è necessaria, ma la nuova legge va in questa direzione?

 

La legge per la scuola è composta da alcune novità per la maggior parte retaggio di un vecchio modello scolastico come l'obbligo del grembiule, il voto di condotta e il maestro unico che non vanno a intaccare i veri problemi del mondo dell'istruzione. Per il resto si tratta di ridurre i versamenti ai pubblici istituti ed effettuare tagli consistenti che danneggerebbero moltissime realtà territoriali. Per essere chiari: tutti riceveranno meno soldi.I primi ad essere colpiti dalla riduzione delle entrare saranno i giovani insegnanti e ricercatori ovvero le figure professionali con meno tutele. Questi saranno costretti ad uscire  dal sistema e di fatto questo verrà privato dello slancio fondamentale per ridare impulso all'intero apparato scolastico nazionale. Inoltre saranno ridotti i fondi per i giovani ricercatori universitari in un paese dove la fuga dei cervelli all'estero è un fenomeno in ascesa da decenni a differenza di nazioni come l'India che ha invertito questo trend negativo riuscendo a ottenere risultati ottimi nella ricerca con ricadute sull'intero sistema economico. A questi si devo aggiungere le migliaia di precari inseriti nei vari ruoli amministrativi di facoltà e istituti. La riforma apre le porte agli istituti privati, gettando le basi per la nascita di future fondazioni non accessibili a tutti. Se per un secondo proviamo a pensare che invece lo Stato non sia un'azienda e quindi l'Istruzione, così come la Sanità  non sia solo una voce in bilancio possiamo dire che rendere più forte il sistema scolastico e universitario può portare a successivi benefici per il Paese.

 

Scuola si, Università forse

 

Per questi motivi e per molti altri il mondo della scuola e dell'università si è mosso contro la riforma Gelmini con una serie di scioperi e manifestazioni per bloccare la proposta. Il movimento trasversale (battezzato l'Onda) non è piaciuto al Governo, che dopo una serie di dichiarazioni di intolleranza nei confronti di professori e studenti ha detto in modo esplicito che la riforma diventerà legge. E così è stato almeno in parte, infatti la legge sulla scuola è stata approvata  mentre la riforma dell'Università ha subito, forse proprio per effetto della mobilitazione, una frenata.

 

L'Onda

 

La legge Gelmini ha comunque  il merito di aver ricreato nei  giovani l'interesse alla vita sociale e ai problemi del Paese, un ritorno all'impegno che dal 2001 era un po' andato perso. La nascita di un Movimento l'Onda, sfuggevole alle classiche etichette politiche ha spiazzato un certo potere politico ormai abituato a relazioni con un pubblico apatico e disinteressato. Un Movimento vivace, colorato, interessato e soprattutto giovane ha spiazzato molti. E tutti ovviamente vogliono cavalcare Onda per rivendicarne la paternità oppure per farla abortire sul nascere.  Non mancano comunque avvisaglie preoccupanti. Il giorno in cui la legge è stata varata fuori dal Senato un grande corteo colorato di studenti non connotati politicamente stava protestando quando dal nulla un camioncino con bastoni avvolti dal tricolore ha bloccato la strada. Il Blocco studentesco di Estrema destra ha sbarrato l'accesso al corteo. La storia è ciclica, e questa strategia è vecchia di almeno 30 anni. Anche allora tutto era partito tutto dalla scuola. Speriamo solo che il finale non sia lo stesso.

Davide Bressanin, Genova Italie