La rinascita culturale di Bucarest
Se si arriva a Bucarest trascinati dalle pagine scritte dal premio Nobel Hertha Muller durante il periodo di Ceaucescu, si ha l'impressione di trovarsi di fronte una città dal fascino decadente, in cui poco è cambiato negli ultimi vent'anni. Ma la modernità è dietro l'angolo. Un lento rinnovamento culturale ravviva il panorama di una città complessa e piena di contraddizioni, ancora sul filo tra la sua natura di capitale (ispirata urbanisticamente per certi versi ai boulevard di Parigi) e di città di provincia.
Rappresentazioni teatrali, vernissage e altri appuntamenti culturali si susseguono nell'agenda culturale cittadina ma un luogo su tutti testimonia questa renaissance, la libreria Carturesti, centro culturale ubicato in una signorile maison rigenerata circa un decennio fa.
Ma i problemi restano forti. La forte presenza rom viene gestita in maniera ondivaga dall'amministrazione locale e l'opera di riqualificazione urbana, che ha coinvolto alcune delle strade principali, non ha ancora riguardato l'interezza del centro cittadino. Un giro della città però rappresenta un utile e interessante viaggio nel passato e nel futuro dell'Europa Orientale, in un paese che ha fatto dell'ironia e del disincanto la chiave per guardare all'avvenire tutto sommato con un sorriso. Come in un episodio del bellissimo Contes de l'Age d'Or de Cristian Mungiu, sulla scia del tempo passato.