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In principio era la musica

años 20 - música (Crédit: josemanuelerre Cc)años 20 - música (Crédit: josemanuelerre Cc)

Face à face | Publié le 03.07.2011 I benefici della musica sullo spirito sono conosciuti fin dall'antichità. Essa "dà un'anima ai nostri cuori, ali alla mente", diceva Platone. Ma si è dovuto attendere fino lo sviluppo della musicoterapia in Europa negli anni ‘50 affinché le sue virtù sul corpo fossero finalmente discusse. Risponde François-Xavier Vrait, direttore dell'Istituto di musicoterapia di Nantes.

Europa: Come definisce la musicoterapia?

François-Xavier Vrait: Ispirandosi alla definizione data da Edith Lecourt (professore di psicologia e psicopatologia clinica presso l'Università Paris-Descartes e segretario generale dell'Associazione francese per la Musicoterapia) : "La musicoterapia è una pratica di cura, di riabilitazione o di relazione d'aiuto, che utilizza il suono e la musica come mezzo di espressione, di comunicazione, strutturazione e analisi. Si indirizza a persone che presentano difficoltà legate a disturbi mentali, sensoriali, fisici, neurologici o difficoltà psicosociali. Essa si basa sugli stretti legami tra gli elementi costitutivi della musica e la storia del soggetto, ma anche sulle interazioni tra il paziente, il musicoterapeuta e musica ".

Quali sono le origini di questa pratica terapeutica?

FX.V. : I rapporti tra musica e medicina esistono fin dall'antichità. Dal Rinascimento fino al XIX° secolo le esperienze cliniche si sono moltiplicate. Dalla seconda guerra mondiale, la musicoterapia è praticata in Francia negli istituti di cura. E' solo recentemente che gli studi di musicoterapia si sono strutturati in ambito universitario, ma alcuni centri privati ​​hanno concorso a partire dagli anni 70' alla formazione di professionisti che hanno saputo perfezionare la pratica di una musicoterapia di qualità.

Quali sono le differenze tra musicoterapia attiva e ricettiva?

FX.V. : Numerosi musicoterapeuti utilizzano i due lati di questa disciplina in una singola sessione. Quando utilizziamo l'ascolto di musica registrata (a priori lato ricettivo della musicoterapia), il nostro progetto è quello di sviluppare un ascolto attivo nel paziente e di sollecitarne una risposta. Al contrario, quando gli proponiamo di usare degli strumenti o la sua voce (lato attivo), siamo attenti a quello che percepisce della sua propria produzione. Dunque non è tanto la sua attività che noi sollecitiamo, quanto il modo in cui riceve e sente i suoni che ha creato.

Lei spiega che "la musicoterapia in sé non ha mai curato nessuno". Così la musica non avrebbe alcun potere nel favorire il processo di guarigione?

FX.V. : Questa è una formula choc per distogliere l'opinione pubblica da un approccio troppo semplicistico alla musicoterapia, che ne faceva una sorta di "medicina alternativa". La musicoterapia non consiste nell'utilizzo di supposti poteri che la musica eserciterebbe sull'essere umano. E' il paziente che si trova al centro, l'attore principale, il soggetto della sua terapia. L'uso della musica è il mezzo per lui di aprirsi,  di sviluppare la sua creatività, di analizzare il suo rapporto con se stesso, il corpo, le emozioni, il linguaggio e gli altri.

Inoltre, la musica ha delle qualità per il corpo?

FX.V. : Il musicoterapeuta non si pone la domanda di sapere "cosa fa la musica per il paziente", bensì "ciò che il paziente fa della musica che gli è data da ascoltare, o produrre." Detto questo, è vero che la musica ha un impatto fisico sulla persona. Per essere più precisi, il musicoterapeuta si interessa a ciò che il paziente fa di ciò che la musica gli fa! Come si può pensare un effetto psichico benefico che non abbia alcun impatto positivo sul corpo?

La musicoterapia sarebbe quindi prima di tutto una mediazione che permette di ricreare il collegamento?

FX.V. : E 'essenzialmente questo. Ma oltre all'apertura di questi canali di comunicazione, bisogna ascoltare anche una mediazione con se stessi, per ricreare il legame con la propria interiorità, profonda e repressa. E' in questo che la musicoterapia è una forma di arte-terapia. Si tratta di dare al paziente i mezzi per diventare soggetto di quello che gli succede, della sua parola, della sua storia, del suo corpo, attore e responsabile delle sue scelte, creatore della sua vita in divenire.

Come si è sviluppata musicoterapia in altri paesi europei?

FX.V. : Attraverso i nostri scambi tra diverse reti europee, percepiamo l'impatto della musicoterapia francese, le cui teorie vengono insegnate in vari paesi. Impariamo anche dai paesi scandinavi e in particolare anglosassoni, spesso più orientati su prospettive psicopedagogiche. Oggi confrontiamo le nostre ricerche con quelle di ricercatori in neuroscienze, in particolare nelle recenti scoperte circa la musica, la cognizione e il cervello. Questi lavori in comune apriranno sicuramente la strada a delle convergenze tra le pratiche cliniche della musicoterapia in Europa.

David Thomas, Nantes France