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I primi documentari

Le Festival des Impatientes


Creative CommonsElitza Gueorguieva
Articles | Publié le 09.01.2012 Una ragazza che si guarda per la prima volta con indosso il proprio abito da sposa, un bambino che taglia i rami di un albero urlando delle minacce in inglese, degli uomini che giocano a carte intorno a un fuoco da qualche parte in America, degli operai addetti allo smistamento in una fabbrica che lavorano cantando… Sono alcune immagini sparse di quelle proposte quest’anno in occasione della quarta edizione del Festival International du Documentaire Etudiant – dove studente non è sinonimo di amatore ma di giovane cineasta che ama osare, sperimentare.

Da quattro anni il FIDE accoglie film da ogni angolo del mondo ed è diventato uno dei rari festival che puo’ vantare la prerogativa di dare delle possibilità ai debuttanti, a coloro che generalmente vengono trattati con sufficienza dalla televisione e dalla distribuzione e che il pubblico ignora. Il festival si svolge nei locali di Commune Image a Saint-Ouen, cinema d’arte e d’autore e centro audiovisivo che ospita diverse società di produzione. Il centro è inoltre dotato di un bar molto conviviale nel quale, durante le tre serate del festival, si esibiscono vari musicisti al fine di creare una gradevole atmosfera musicale. Una buona occasione per i giovani cineasti che hanno così la possibilità di scambiare idee e contatti bevendo un bicchiere di vino biologico.

Creare in modo innovativo

Il documentario di creazione difeso dal festival è un modo di vedere il mondo e di pensare all’alterità e alla diversità in maniera nuova. Esso si distingue dalla semplicità dei reportage mettendo in primo piano il punto di vista dei singoli autori che abitano ogni immagine, ogni piano della propria opera. Creazioni che contribuiscono così all’innovazione dell’audiovisivo e conducono lo spettatore verso proposte di forme insolite. Purtroppo in Europa i metodi di diffusione e produzione di questo tipo di cinema non gli permettono di accedere ad un vasto pubblico. Effettivamente sono pochi i documentari di creazione diffusi da televisione e cinema, ragione per la quale i festival giocano un ruolo di fondamentale importanza per far conoscere questo genere di film.

Esposizioni e concerti

Ogni anno il festival cerca di arricchire la propria programmazione aprendosi ad altre pratiche artistiche, come le esposizioni fotografiche o i concerti. Così come il patron del festival, Claudio Pazienza, molto noto nell’ambito del documentario in Europa, che ha aperto la scorsa edizione del festival cucinando la pasta all’italiana per tutti i partecipanti. La novità di quest’anno è stata la creazione, da parte degli studenti in letteratura e teatro, di una performance teatrale ispirata ad uno dei film in programmazione.

Progetti associativi

Il FIDE è organizzato dall’associazione Les Impatientes, fondata quattro anni fa dagli studenti in Cinema e Arti plastiche dell’Università di Parigi 8 Saint-Denis-Vincennes. Oggi conta una dozzina di persone che partecipano a diversi progetti annuali, come laboratori video per bambini e adolescenti, proiezioni di documentari, e in particolare il festival che, effettivamente, resta l’iniziativa più importante. L’associazione è molto ben ancorata alla vita culturale dei comuni situati nella periferia nord di Parigi, soprattutto a Aubervilliers ma anche a Saint-Ouen e Saint-Denis. In seguito al festival, Les Impatients organizza delle proiezioni satellite durante le quali vengono proposti nuovamente alcuni dei film in programmazione, fornendo inoltre un accompagnamento alla visione durante tutto l’anno. Queste proiezioni hanno luogo in altri quartieri o in altre città in base alle proposte dei vari attori culturali.

Elitza Gueorguieva, Paris France

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Elitza Gueorguieva
Paris, France

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