EUROPE | Open Homo, alzati e cammina

07/04/09 | Antonio Carola

Una sensibilità planetaria si sta formando. Dall'essere digitale fino all'Homo tecnologicus (1),l'informatizzazione generale detta , all’interno del nostro universo psicologico e del nostro spazio mentale, un profondo cambiamento di paradigma esistenziale. Stiamo già da tempo dentro l'epoca della "cultura libera" (2), ma la prossima tappa potrebbe essere proprio la definizione di un nuovo concetto di essere pensante.

Stiamo imparando a scrivere, leggere, visualizzare ed ascoltare in modo totalmente nuovo. L’uso delle nuove tecnologie sviluppa il nostro senso dell'esistere in modo esponenziale, sempre più immateriale, con particolari riferimenti alla nostra capacità di reagire agli stimoli, di accelerare la creatività e le forme di partecipazione. Se le generazioni future saranno sempre più dipendenti dall'elettricità (3) e avranno un accesso virtualmente pieno e diffuso alla conoscenza in linea, il problema rimane la formazione e l'educazione all'uso in questo nuovo mondo ipertecnologico (4). “Il valore d'Internet, l'uso pertinente del suo contenuto e della sua organizzazione non provengono d'un istituzione qualsiasi, ma dall'azione cooperativa di centinaia di milioni di contributori, di centinaia di milioni di cervelli umani, veri e propri neuroni collegati permanentemente sul cervello globale” (5).

L'interconnessione fra tutti i computer, le menti, le applicazioni liberamente modificabili e cooperative, passa irrimediabilmente per delle reti di diffusione sempre più numerose nel mondo, e sempre più varie (telefono, Internet, ecc.). L'interconnessione fisica fra le macchine implica la messa in comune delle informazioni immagazzinate nelle loro memorie e il contatto fra tutti gli individui e i gruppi d'individui. Dunque il cyberspazio diviene uno spazio di comunicazione dotato di caratteristiche radicalmente nuove (6).

Partendo dalla Galassia Gutemberg di McLuhan, passando per i concetti di intelligenza collettiva e connettiva de P.Lévy et D.De Kerckhove il discorso dell'attuale evoluzione telematica va di pari passo con lo sviluppo sempre più imponente di piattaforme GNU/Linux, un cambiamento epocale che pone continuamente l'accento su dei quesiti riguardanti lo spazio della creazione artistica così come la diffusione culturale, dalle nuove pratiche tecnologiche alla progressiva questione legata alla convergenza dei media: per esempio l'incontro ( e lo scontro?) tra, Internet, Tv, Radio,Cinema, biblioteche fisiche e virtuali ecc.

La mutazione antropologica è già presente. Se difficilmente si riuscirà a prevederne l'impatto, possiamo comunque provare ad anticiparne gli orientamenti futuri. Per adesso possiamo constatare dei nuovi modelli di socialità, di pluralità e di cooperazione fondati sulla connettività, qui intesa come combinazione d'individualità e collettività. L’open source, il file sharing non sono altro che la messa in opera di questa rinnovata forma di intelligenza strettamente connessa alla rete ed alle nuove possibilità di condivisione d'esperienze.

Risulta evidente che delle tecniche di scambio inedite si stanno incontrando direttamente con l'esperienza umana. Se constatiamo allo stesso tempo che i modelli economici dei software open source sono una realtà forte (7) bisogna analizzarne anche l'economia – vista come attività umana diretta alla produzione, distribuzione, scambio e consumazione di beni e servizi – come una possibilità ulteriore di progresso e di sviluppo umano. Come sottolineato da R. Stallman, dopo dieci anni di commercializzazione di software open source, bisogna ora pensare soprattutto alla funzionalità delle applicazioni piuttosto che fissarsi su delle questioni puramente etiche (8).

I cambiamenti dovuti a questo nuovo modo di pensare ed operare, pena l'emarginazione, pongono l'accento sul rapporto tra interattività e partecipazione, per il quale la rete telematica – base fondatrice par la diffusione delle applicazioni open source - diviene contemporaneamente uno strumento di progresso e un archivio per la memoria globale, la chiave d'accesso del futuro multimediale. In particolare, emerge una sorta d'intelligenza nello scambio di saperi, parallelamente al confronto tra software liberi e proprietari, e nella convergenza dei nuovi supporti multimediali, dal piacere ludico (streaming video o giochi in online su cellulare) alle nuove forme di creazione estetica (9).

Le pratiche culturali s'incrociano con differenti supporti tecnologici così come le abitudini di consumo si mescolano attraverso differenti fonti di creazione di contenuti testo/suono/immagine – per esempio Matrix rappresenta bene la forma di divertimento dell'epoca della convergenza mediatica e del suo potenziale culturale, ma soprattutto consumistico e commerciale, con la serie di prodotti derivati che hanno fatto seguito all'uscita del film, quello che H. Jenkins chiama la “cultura convergente” (10).

Che ruolo svolgerà dunque il movimento iniziato da R.Stallman e L.Trovalds in un mondo di flussi comunicativi e convergenti che si sta affermando con sempre maggiore imponenza? Il movimento open source si accosterà più al mercato, quindi alla inerente industria culturale, o alla cultura condivisa ed alla libertà di accesso ai contenuti? Oppure ad entrambi?

La prospettiva è ancora azzardata e resta difficile fare pronostici, ma i valori dell'open source oggi sembrano strettamente legati all'etica haker” (11) basata sul rapporto alternativo al lavoro, al denaro, e allo stesso tempo, caratteristica di un etica che Pekka Hirmanen oppone all'etica protestante del lavoro di Max Weber. Resta comunque evidente il compromesso tecnologico legato agli aspetti economici del problema in questione. Appunto per questo il problema rimane sempre strettamente legato all'autonomia del proprio pensiero e delle eventuali decisioni da prendere in libertà, quindi al contesto che permetta una tale espressione. Sono tutte condizioni che possono riassumersi in questi principi: libertà di pensiero, libertà di espressione e di organizzazione. Senza questi principi e senza un contesto di sicurezza per garantirli (12) il libero pensiero e tutte le sue possibili espressioni non hanno alcun senso.

Siamo e saremo capaci di crearci e ricrearci tutte le identità che vogliamo su Msn, Myspace, Facebook, Second Life, tenendo sempre presente i problemi legati alla privacy nell'uso di queste applicazioni, così come alla sua commercializzazione in determinati casi (13).

Possiamo autorappresentarci senza sosta su Youtube, continuare giornalmente a rileggere senza un vero scopo il nostro Blog o illuderci di conoscere qualunque cosa con Wikipedia, ma spesso, in realtà, non facciamo altro che cercare noi stessi oppure la nostra rappresentazione ideale più accettabile da noi stessi. È proprio in questi casi che bisogna allora alzare la testa, per rendersi effettivamente conto delle occasioni di una reale evoluzione, di un potenziale progresso esistente nella società dell'informazione, ma che ancora non si riesce a decifrare, un progresso ancora virtuale (potenziale) o ipotetico.

Anche se per alcuni il “il Web 2.0 è da un certo punto di vista la realizzazione delle aspirazioni degli inventori dell'informatica moderna […] come Douglas Engelbart [specialista delle interfacce uomo-macchina e inventore del mouse negli anni '60] (14), in fin dei conti, bisogna prendere atto e precisare che il web partecipativo/cittadino non ha permesso nient'altro che amplificare, politicizzare e dare una sorta di ordine architettonico alla spinta caotica della controcultura americana già inerente ai primi passi di internet (15). Il futuro è strettamente legato alla ridentificazione di ciascuno di noi stessi, e dunque alla libertà di modificare liberamente il nostro codice sorgente, sempre se saremo capaci di adattarlo ai nostri bisogni.

Il discorso dei social network, della partecipazione dal basso, avrà comunque la sua grande influenza di massa nella diffusione delle idee e l'eventuale rimessa in questione delle autorità. L'open source e le logiche comunitarie potranno aiutare lo svilupparsi di piattaforme di studio e ricerca sull'utilizzazione cosciente delle nuove tecnologie, dalla libertà di gestione del proprio corpo e delle sue eventuali modifiche fino alla ridefinizione dei limiti inerenti all'individuo in quanto tale, e al collettivo ( ridefinizione e rispetto della sfera privata e pubblica).

Questa è la sfida che il movimento può e deve lanciare perché la libertà di esprimersi non potrà limitarsi a delle anacronistiche e fuorvianti questioni di marchio (Microsoft, Apple, Google, etc), come la vita comunitaria non potrà continuamente dipendere da forze esterne. Se tali saranno gli obiettivi morali, solo allora si incominceranno a utilizzare a pieno le forze e le tecniche a disposizione, sempre e comunque nel rispetto della libera adesione di ognuno.

Per ripensare il mondo e non far divenire la ragione meramente formale, vuota e astratta, un freddo strumento di calcolo senza un contenuto che possa definirsi tale. Questo slancio fondamentale, per arrestare il processo d'instupidimento, fu già sottolineato a suo tempo da Horkheimer (16) che criticava un uomo abilissimo con i mezzi ma assolutamente povero di fini. È in questi momenti che si sente dunque il bisogno di un approccio più cosciente alla rete, rappresentazione simbolica di una vera e propria bussola della vita e della cultura di ognuno, per riconnettere il mondo da una parte ed il soggetto dall'altra, per evitare la parallela trasformazione e l'identico svuotamento di queste due entità (17).

Per evitare una realtà che torna ad essere semplicemente natura “mentre il soggetto diventa il soggetto vuoto delle libertà formali prive di contenuto” (18). Nel pensare in modo critico il mondo industrializzato e l'odierna società dell'informazione si cerca solo di far riemergere quello che sembra tramontato: una ragione dotata di obiettivi, capace di pensare in modo pieno, costitutiva di un soggetto concreto e capace di operare vere scelte. In merito a queste prospettive, qualche anno fa, Michela Nacci sottolineava il bisogno essenziale di un presa di coscienza collettiva, per rendersi finalmente conto che le scelte tecniche saranno automaticamente scelte di natura politica, sociale, culturale, quindi non sarà possibile arrivare in ritardo (neppure per il mondo umanistico), perché una caratteristica importante insita nelle scelte tecniche (in modo particolare nell'era telematica) è quella dell'irreversibilità (19).

Ora più che mai la realtà effettiva di quelle affermazioni s'impone in un mondo (specie quello politico e dei media) miope, se non manipolatorio.

Per questo chiudiamo in speranza con una esortazione ad una moderna ascensione nella società dell'informazione verso la luce della coscienza di se e dei nostri propri mezzi di conoscenza: “Open Homo... guardati allo specchio!Alzati e cammina senza permesso perché il futuro sarà la riappropriazione del tuo sacrosanto spazio esistenziale e culturale!”

ESEMPI:

Possiamo prendere come esempi precisi di questa evoluzione l'esperienze di calcolo distribuito BOINC (20), il wifi FON (21), le evoluzioni di Linux con Ubuntu e l'ultimo Moblin 2 (Linux per i mini-netbook) (22), così come il software Android per i cellulari (la nuova creatura di Google (23) e le evoluzioni dei sistemi VOIP (24) integrati con i PABX Asterisk (25) (come Smile in Francia e LiberaIlVoip in Italia (26). Possiamo allora notare bene che le esperienze della condivisione e la logica dell'Open Source (valore del P2P come la logica del forum e dei wiki) sono alla base del vero valore delle reti (dove internet rappresenta l'evoluzione più diffusa) che va dalla ricerca scientifica fino al commercio di massa.

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Notes :
1
Negroponte N., Being Digital,1995 - Longo G. O., Homo technologicus, 2001
2 Lessing L., Cultura Libera. Un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l'estremismo della proprietà intellettuale, trad. it di B.Parrella, 2005, http://www.cybercultura.it/biblio.asp
3
De Kerckhove D., La pelle della cultura. Un’indagine sulla nuova realtà elettronica,1996 [ed. orig. 1993]
4
Un esempio concreto di questo percorso possiamo constatarlo in manifestazioni come Mars Multimédia (Nantes) o nei Rencontrres mondiales du Logicile Libre. http://www.marsmultimedia.infohttp://rmll.info
5
Ayache G.- Homo Sapiens 2.0 - Introduction à une histoire naturelle de l'hyperinformation, Max Milo éditions, Paris, 2008,
cit. p228
6
P. Levy su http://www.hackerart.org/corsi/fm03/esercitazioni/pecorini/indice_conferenze.htm
7
Libro Bianco sui modelli economici del software open source – April.org http://www.april.org/articles/livres-blancs/modeles-economiques-logiciel-libre/
8
“Sono ormai 10 anni che esiste il software open source cosiddetto commerciale, anche Richard Stallman ha ribadito che ormai questo modello di sviluppo è un dato di fatto. Bisogna sfruttarlo come fosse uno strumento, non distrarsi badando soltanto alle questioni di etica: non sempre il cliente è ricettivo rispetto a certe questioni, quello che gli interessa a volte non è tanto avere un software aperto o chiuso quanto piuttosto una soluzione di un certo tipo, e soprattutto che funzioni”.
http://punto-informatico.it/2567273/PI/Interviste/open-source-impresa-italiana.aspx
9
http://fr.wikipedia.org/wiki/Net.art
10
Henry Jenkins, Cultura convergente, Apogeo, Milano, 2007
11
http://www.freescape.eu.org/biblio/article.php3?id_article=114 Sterling B.,The Hacker Crackdown, Law and Disorder on the Electronic Frontier http://www.mit.edu/hacker/hacker.html
12
Eric Sadin, surveillance globale, enquêtes sur les nouvelles formes de contrôle, ed. Climats, 2009
13
http://www.chronicart.com/webmag/article.php?id=1527
14
Christophe Aguiton,sociologo e ricercatore all'Orange Labs : http://www.01net.com/editorial/403413/-le-web-2.0-est-l-heritier-de-la-contre-culture-des-annees-60-/
15
Goffman K. e Joy D., Controculture. Da Abramo ai no global, Roma, 2004 T. Leary, Chaos et cyberculture, LEZARD, 1996
16
Horkheimer M., Eclisse della ragione, 1947
17
Questo fa parte del mio lavoro di tesi in Simbolica Politica, Allegoria Sociale e Cyberspazio, a.a.2006/2007
18
Cfr. M. Nacci, Pensare la Tecnica, Ed.Laterza, Roma, 2000, cit., p.35. Sulla stessa linea possiamo ritrovare Theodor W. Adorno e Jurgen Habermas per quanto concerne il discorso ampio sulla falsa autonomia della tecnica nell'epoca moderna esposto dalla Nacci. Altri autori come Gunther Anders e Hans Jonas (in senso negativo) e Junger (in senso positivo) sostengono la tesi dell'autonomia della tecnica e come con il suo progressivo sviluppo da mezzo nelle mani dell'uomo si sia tramutata in fine.
19
Ibidem, pag.18-19
20
BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) http://it.wikipedia.org/wiki/BOINC
21
http://maps.francofon.fr/ - www.fon.com
22
http://punto-informatico.it/2537185/PI/News/moblin-2-linux-se-fa-coi-netbook.aspx
23
Android:
http://afp.google.com/article/ALeqM5gvAUcKD6ryXJfpN2ykytQZ_QpFlA - http://developer.android.com/
24
VoIP » per Voice over IP
http://fr.wikipedia.org/wiki/VoIP
25
Asterisk - http://it.wikipedia.org/wiki/Asterisk -
http://www.asterisk.org/
26
http://www.smile.fr/ - http://www.liberailvoip.it/home/about

Rédacteur :
Antonio Carola, Agropoli Italie