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Si chiamerà “Ovopedia”, storpiatura e revisione di Wikipedia, e sarà un’enciclopedia video che si propone come nuovo canale mondiale, un’opera colossale con migliaia di voci che saranno diffuse anche in tv, su satellite, sul digitale terrestre e sul web. Proprietario del progetto Silvio Berlusconi, premier italiano che ha radunato in via Marroncelli a Milano la squadra di quaranta persone che da un anno a questa parte lavora per realizzare il progetto. Responsabile del progetto l’ex vj di MTV Italia Andrea Pezzi, pupillo del premier Berlusconi che presiede la società e la controlla al 53 per cento attraverso Nova Fronda, un’altra srl il cui nome si richiama al singolare credo psico-filosofico di Antonio Meneghetti, un ex frate francescano che negli anni ‘70 ha fondato l’ontopsicologia, una disciplina che ha come scopo la “formazione del leader, inteso come intuizione attiva di soluzioni per il collettivo”. Nel ’98 la sua associazione di Ontopsicologia è comparsa in un rapporto del ministro dell’Interno che indagava su “sette religiose e i nuovi movimenti magici in Italia”. L’ex frate espresse tutto il suo sdegno per essere stato messo alla pari di Scientology, intentando una causa legale al Viminale e ottenendo un risarcimento di alcune decine di milioni di lire. Quello che preoccupa sono tuttavia le teorie storico politiche da sempre propagandate da Meneghetti: convinto filo russo e anti americano, ha più volte motivato la necessità di “relativizzare l’olocausto ebraico”, perché “gli ebrei non sono l’unico popolo ad aver sofferto e pagato”. Secondo Meneghetti anche Hitler e Stalin vanno studiati per il loro essere interiore senza mai dimenticare che “la realtà è come una partita di scacchi, in cui il vincitore fa le leggi, scrive la storia e definisce la morale”. “Se avessimo potuto indagare l’obiettiva motivazione interna di un leader con sorpresa di molti si sarebbe notato che le fonti culturali di un Hitler sono nella dottrina dei Dalai Lama del Tibet. Lì sono i fondamenti ispirativi che giustificano il suo modo di fare, che sostanzialmente non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo” spiega l’ex frate. Meneghetti tiene infatti corsi su “come diventare un leader”, ribattezzati ‘residence lideristici’ dedicati a “professionisti, imprenditori e politici di qualsiasi estrazione” e frequentati niente di meno che da… Andrea Pezzi. Il settimanale “L’Espresso”, in un articolo firmato da Peter Gomez, ha raccontato di aver visionato in anteprima alcune delle videoclip finora prodotte per OVO. In quella dedicata ‘All’ascesa del nazismo’, accanto a un montaggio tipico dei video musicali, accompagnato da una colonna sonora decisamente furba e coivolgente, la storia della presa del potere da parte delle croci uncinate è presentata senza indugiare in alcun tipo di giudizio storico, etico o morale. Hitler diventa così solo un leader dal fortissimo “carisma personale e dalle straordinarie virtù di oratore”, mentre la questione del ‘Mein Kampf’, ovvero della Bibbia del nazismo, viene liquidata senza far cenno al razzismo e limitandosi a dire che nella sua opera il Führer “afferma che l’attuale declino della Germania dipende da un complotto dei comunisti e degli ebrei volto a seminare discordia e indebolire l’economia del paese”. Insomma, viste le posizioni del ‘professore’, non stupisce che Hitler, stando a quanto riferiscono una serie di fonti interne a Ovo, nella biografia a lui dedicata secondo i vertici della società dovesse essere definito “un personaggio controverso”, ovvero con la stessa frase che chiude il video su Stalin. Anche in questo caso viene messa in evidenza “la forza d’animo” del dittatore comunista e dopo un passaggio sui milioni di morti da lui causati “per mantenere l’ordine”, la clip si conclude con queste parole: “Figura controversa del ‘900, l’uomo d’acciaio lascia dietro di sé un impero”. In OVO sarà messo alla stregua di Aristotele, Freud, Sartre e Sant’Agostino nella sezione intellettuali mistici… Finora Ovo ha cercato di trovare posto, senza riuscirci, sulla piattaforma di Sky, ha già concluso un accordo con Vodafone per fornire contenuti multimediali sui cellulari (Ovoday) e ha bussato al mercato delle televisioni via cavo americane. In programma c’è la produzione di 2 mila clip all’anno, al costo di circa 3 mila euro l’una, cui va aggiunto il denaro per acquisire le immagini dagli archivi. Un business insomma da 7 o 8 milioni di euro ogni 12 mesi, considerando le produzioni già effettuate, ha portato la società a una perdita di quasi 2 milioni. Il problema sollevato da Gomez sull’Espresso è proprio il fatto che questo progetto si presenti come tentacolare, al fine di abbracciare e collaborare con più strumenti mediatici possibili per espandere in lungo e in largo questa nuova frontiera dell’enciclopedia video. E da quello che abbiamo visto anche una nuova versione o “relativizzazione” di tanti argomenti della storia.
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